Secondo il nuovo rapporto dell’AFME, la semplificazione delle norme UE sul capitale bancario potrebbe sbloccare prestiti per 2,8 trilioni di euro

Mercati Finaziari
Proposte per semplificare il quadro patrimoniale bancario dell’UE
  • Secondo l’analisi, la semplificazione potrebbe ridurre il costo del capitale delle banche UE di circa 62 punti base. 
  • Il complesso quadro patrimoniale bancario dell’UE include attualmente 7 livelli sovrapposti di buffer, che possono richiedere fino a 86 requisiti di riserva per le banche in merito alle operazioni transfrontaliere.

 L’Associazione per i mercati finanziari in Europa (AFME), ha presentato le proposte per semplificare il quadro patrimoniale bancario dell’UE, sostenendo che ridurre le sovrapposizioni regolamentari e semplificare il sistema potrebbe migliorare l’efficienza senza sacrificare la solidità finanziaria.

Secondo l’analisi AFME, semplificare il quadro attuale potrebbe ridurre il costo del capitale delle banche UE di circa 62 punti base e sbloccare fino a 2,8 trilioni di euro di prestiti aggiuntivi in tutta Europa, sostenendo il credito a famiglie e imprese.

Adam Farkas, Chief Executive Officer di AFME, commenta: “Per rafforzare la competitività dell’Europa è necessario un quadro regolamentare che sostenga la crescita, gli investimenti e le esigenze di finanziamento dell’economia europea”.

Caroline Liesegang, Managing Director, Capital and Risk Management di AFME, dichiara: “Il capital stack delle banche europee è diventato eccessivamente complesso, con buffer sovrapposti che aggiungono costi senza un chiaro beneficio prudenziale. La nostra proposta dimostra che il sistema può essere semplificato preservando la solidità costruita dopo la crisi finanziaria e rafforzando la capacità delle banche di sostenere il credito all’economia europea”.

Il rapporto evidenzia come le banche UE operino attualmente in un sistema particolarmente complesso. Le banche europee devono gestire una sovrapposizione di sette livelli di riserve di capitale (capital buffers) molti dei quali stabiliti a discrezione dei singoli Stati. Di conseguenza, un grande gruppo bancario che opera in tutti gli Stati membri dell’UE può essere soggetto a ben 86 differenti requisiti di buffer, che riflettono le varie calibrazioni nazionali. In confronto, le grandi banche negli USA operano secondo un quadro più semplice con appena tre buffer patrimoniali nazionali.

AFME rileva inoltre che le banche europee detengono un Tier 1 Capital Ratio intorno al 17,7%, un valore superiore alla maggioranza delle stime dei livelli ottimali (circa 10-15%) e maggiore anche dei requisiti di riferimento in altre giurisdizioni, il che potrebbe aumentare sensibilmente il costo del finanziamento per imprese e famiglie.

Secondo le stime di AFME, le riforme proposte potrebbero liberare circa 281 miliardi di euro di CET1 che le banche potrebbero mettere a disposizione per i prestiti.

Il rapporto rileva infine che l’impatto della riforma varia a seconda delle banche: la riduzione del costo del capitale è stimata intorno a 28 punti base per le banche di rilevanza sistemica a livello globale (G-SII), 51 punti base per le banche sistemiche (O-SII) e 132 punti base per gli enti meno significativi (LSI).

 Il documento propone una serie di riforme per la struttura del capitale in EU – che attualmente prevede più livelli sovrapposti di requisiti patrimoniali minimi – con l’obiettivo di creare un quadro più chiaro e coerente.

 Le proposte di AFME includono:

  • Semplificare la struttura del capitale dell’UE per le banche in attività in soli tre livelli, rimuovendo buffer sovrapposti, compresa la progressiva eliminazione del Systemic Risk Buffer e il ripristino del buffer anticiclico.
  • Sostituire l’attuale framework MREL con una struttura di risoluzione semplificata basata sugli standard TLAC internazionali per i requisiti di assorbimento delle perdite.
  • Razionalizzare il coefficiente di leva finanziaria e migliorare il coordinamento normativo, eliminando anche i livelli di vigilanza aggiuntivi.
  • Istituire un forum bancario centrale a livello UE tra le autorità competenti, per esaminare congiuntamente l’impatto operativo e del fabbisogno di capitale derivante dalle decisioni normative.

 Il rapporto viene pubblicato in un momento in cui i policy maker europei stanno valutando come semplificare il quadro prudenziale dell’UE. Nel dicembre 2025, la task force ad alto livello della BCE sulla semplificazione ha pubblicato 17 raccomandazioni volte a snellire le norme bancarie dell’UE, garantendone al contempo la resilienza; tali raccomandazioni costituiranno un contributo ai prossimi lavori della Commissione europea sul quadro normativo.

AFME auspica di poter collaborare con i responsabili politici e gli stakeholder di tutta Europa per discutere ulteriormente le proposte presentate oggi e sostenere lo sviluppo di un quadro patrimoniale più semplice ed efficace.