Emilia-Romagna: progetti e portafogli. Bologna regina dei prestiti, Piacenza e Ferrara le più “leggere”

Utilizzando i dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF e che raccoglie i dati relativi ad oltre 85 milioni di posizioni creditizie, abbiamo studiato capillarmente l’andamento del credito sull’intero territorio italiano. È questo uno strumento a disposizione dei colleghi bancari affinché anche questo li aiuti ad orientarsi nella loro realtà, perché studiare i numeri, studiare i dati è fondamentale per leggere il territorio.

È anche questo, sostanzialmente, uno strumento che vuole aiutare i colleghi a capire se i budget assegnati dall’azienda hanno un’aderenza, una coerenza nella realtà dove operiamo o sono semplicemente calati dall’alto… “a prescindere”.

 In Emilia-Romagna il rapporto con il credito è una questione di famiglia e, soprattutto, di grandi progetti. Secondo l’ultimo studio di Mister Credit CRIF, i cittadini della nostra regione utilizzano i prestiti quanto il resto d’Italia, ma per importi decisamente più impegnativi. Se a livello nazionale la rata media mensile si ferma a 279 euro, in Emilia-Romagna la spesa sale a 299 euro al mese, con un debito totale ancora da restituire che supera i 38.500 euro per persona (contro i circa 31.800 della media italiana).

La mappa del credito: Parma la più attiva, Rimini la più prudente. Non tutta la regione si muove alla stessa velocità. Se guardiamo a chi ha almeno un finanziamento nel portafoglio, Parma è la provincia più dinamica: qui il 64,6% dei cittadini ha un prestito o un mutuo attivo. Al contrario, la provincia di Rimini si scopre la più cauta, con solo il 53,3% della popolazione maggiorenne che ricorre al credito.

Bologna “pesante”, Piacenza e Ferrara in controtendenza. Il vero record, però, spetta a Bologna. Chi vive sotto le Due Torri gestisce i finanziamenti più onerosi della regione: una rata media di ben 333 euro al mese e uno stock di debito che sfiora i 47.000 euro. È il segnale di un mercato, probabilmente trainato dal costo delle case, che richiede impegni finanziari importanti.

Esistono però delle “isole felici” dove l’indebitamento è molto più contenuto. Ferrara vanta la rata più bassa della regione (273 euro al mese), mentre Piacenza detiene il primato per il debito totale più basso: circa 30.700 euro, un valore che si posiziona addirittura al di sotto della media nazionale.

Cosa finanziano gli emiliano-romagnoli? La nostra regione ha una vocazione particolare per la casa. I mutui rappresentano infatti il 29% delle operazioni totali, una quota molto più alta del 23,7% registrato in Italia. Questo spiega perché i debiti residui siano mediamente più alti: comprare casa richiede tempo e rate costanti.

Tuttavia, i piccoli acquisti restano i protagonisti: il 43,5% dei finanziamenti riguarda i prestiti finalizzati (quelli che facciamo per l’auto, i mobili o l’elettronica), mentre il 27,5% è rappresentato dai prestiti personali, usati per ottenere liquidità immediata.

In conclusione, l’Emilia-Romagna si conferma una regione solida che non ha paura di investire nel futuro, specialmente nell’abitazione, pur mantenendo differenze profonde tra l’impegno economico richiesto a Bologna e la gestione più contenuta delle province di confine come Piacenza e Ferrara.

Alessio Storace