La Corte di Cassazione – con la Sentenza n. 6543 del 21 febbraio 2024 – ha confermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore che, al di fuori dell’orario di lavoro, aveva usato un linguaggio offensivo sui propri profili social. Anche se i post non riguardavano direttamente l’attività aziendale, la Suprema Corte ha valutato che considerando il tenore offensivo del linguaggio usato, pur non essendo rivolto all’azienda, fosse comunque lesivo della immagine di quest’ultima.
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