Nel panorama economico italiano, la Basilicata si conferma una terra dove la parola d’ordine è “cautela”. Mentre nel resto d’Italia il ricorso a prestiti e mutui è ormai un’abitudine consolidata per sei cittadini su dieci, tra le montagne e le colline lucane il rapporto con le banche è decisamente più sobrio.
Secondo gli ultimi dati del 2025, solo il 49% dei lucani ha un credito attivo, una cifra che appare lontana dal 61,4% della media nazionale discussa nelle recenti analisi. In parole semplici: meno della metà della popolazione ha in corso un finanziamento, segno di una gestione familiare molto oculata o di un accesso al credito più filtrato.
Meno debiti, ma rate più leggere Se guardiamo al portafoglio, il cittadino medio della Basilicata deve rimborsare circa 24.774 euro, una cifra “piuma” se confrontata con i quasi 32.000 euro che pesano sulle spalle della media degli italiani. Anche la rata mensile riflette questa tendenza: ogni mese un lucano paga mediamente 262 euro, risparmiando circa 17 euro rispetto alla media nazionale di 279 euro.
Ma per cosa si indebitano i lucani? La fetta più grande del mercato è occupata dai prestiti finalizzati (46,3%), ovvero quei finanziamenti legati direttamente all’acquisto di un bene, come l’auto o un elettrodomestico. I mutui per la casa, invece, restano una scelta più di nicchia, fermandosi al 19,3%, un dato inferiore alla media del Paese (23,7%).
La sfida tra province: Matera batte Potenza per volumi. Scendendo nel dettaglio locale, emerge una piccola differenza tra i due capoluoghi. Matera appare leggermente più dinamica sul fronte finanziario: l’indebitamento medio qui sale a 27.603 euro. I materani sembrano anche credere di più nel mattone, con una quota di mutui (21,6%) più alta rispetto alla media regionale.
A Potenza, invece, si registra la rata mensile più bassa della regione: 250 euro. Nella provincia potentina l’indebitamento medio scende a 21.945 euro, con una fortissima prevalenza di prestiti per acquisti specifici (quasi uno su due è un prestito finalizzato).
In conclusione, la Basilicata si presenta come un’isola di stabilità: si chiede meno alle banche e si preferiscono prestiti più piccoli e gestibili. Un modello di “buon padre di famiglia” che, in tempi di incertezza, sembra essere la strategia vincente dei lucani.
Alessio Storace