La decisione del Consiglio Direttivo della BCE di incrementare il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2,25%, solleva serie riflessioni sulla possibile tenuta del quadro macroeconomico europeo. Pur comprendendo la finalità di contenimento dell’inflazione, UNISIN/CONFSAL esprime profonda preoccupazione per l’impatto che tale orientamento rischia di avere sulla struttura produttiva del Paese e sulla stabilità delle famiglie.
Il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Luca Pinton, analizza lo scenario con forte preoccupazione: “Siamo di fronte a uno strumento di politica monetaria che, nella sua applicazione attuale, rischia di rivelarsi sproporzionato rispetto alle reali dinamiche dell’inflazione, che continua a trarre linfa da shock esterni – energetici e geopolitici – sui quali il solo rialzo dei tassi ha un’efficacia limitata. Il rischio concreto è che questa manovra si traduca in una brusca frenata dell’economia reale”.
Pinton articola le criticità del provvedimento, evidenziando la doppia pressione generata dal costo del denaro: “Il rincaro del credito determina un progressivo allontanamento delle imprese dagli investimenti, essenziali per la competitività del sistema Italia. Parallelamente, il peso crescente delle rate dei mutui porta ad un’erosione in modo sensibile del reddito disponibile delle famiglie. Una ‘pressione finanziaria’ che rischia di indebolire così la domanda interna, proprio in una fase in cui sarebbe invece necessario stimolare la ripresa”.
La preoccupazione di UNISIN/CONFSAL si estende, in ultima analisi, alla tenuta degli equilibri sociali: “Una politica monetaria che agisce esclusivamente attraverso la contrazione della liquidità non può essere considerata neutra. L’effetto combinato dell’aumento dei tassi rischia di amplificare le disparità esistenti e di scaricare il peso dell’incertezza economica sui soggetti più esposti. Auspichiamo che Francoforte valuti con estrema cautela i passi futuri, privilegiando un approccio che tenga conto non solo dei parametri tecnici, ma delle ricadute concrete sulla vita quotidiana di cittadini e lavoratori”.
UNISIN/CONFSAL conferma il proprio impegno nel monitoraggio costante dell’evoluzione del quadro macroeconomico, ribadendo la necessità di politiche che sappiano coniugare il contenimento dell’inflazione e la stabilità dei prezzi con la salvaguardia indispensabile della crescita e del benessere sociale.