Utilizzando i dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF e che raccoglie i dati relativi ad oltre 85 milioni di posizioni creditizie, abbiamo studiato capillarmente l’andamento del credito sull’intero territorio italiano. È questo uno strumento che mettiamo volentieri a disposizione dei colleghi bancari affinché anche questo li aiuti ad orientarsi nella loro realtà, perché studiare i numeri, studiare i dati è fondamentale per leggere il territorio.
È anche questo, sostanzialmente, uno strumento che vuole aiutare i colleghi a capire se i budget assegnati dall’azienda hanno un’aderenza, una coerenza nella realtà dove operiamo o sono semplicemente calati dall’alto … “a prescindere”.
Proseguiamo il nostro viaggio con la situazione della Lombardia.
In Lombardia il rapporto con il credito è una cosa seria. Se l’Italia è un Paese che storicamente ama risparmiare, i dati del 2025 scattati da Mister Credit CRIF ci dicono che i lombardi non hanno paura di investire sul futuro, anche se questo significa avere portafogli decisamente più “sotto pressione” rispetto al resto della nazione.
Il confronto: Lombardia vs Italia, partiamo dai numeri generali. In Lombardia, poco più di sei cittadini su dieci (62,3%) hanno almeno un finanziamento attivo. È un dato leggermente superiore alla media nazionale (61,4%), ma è guardando l’estratto conto che si nota la vera differenza. Se un italiano medio paga una rata mensile di 279 euro, un lombardo ne deve sborsare mediamente 318 ogni mese.
Ancora più netto è il distacco sull’indebitamento totale: lo stock di debito residuo (ovvero quanto resta ancora da pagare) in Lombardia è di oltre 40.400 euro per persona, ben ottomila euro in più rispetto ai 31.850 euro della media italiana. Il motivo? In questa regione la casa è la priorità assoluta: i mutui pesano per il 29,1% delle operazioni totali, una quota molto più alta del 23,7% nazionale.
Milano e Sondrio: le due facce dei record Scendendo nel dettaglio delle province, la mappa si colora di sfumature diverse. Milano si conferma il “peso massimo” della regione: chi vive sotto la Madonnina ha il debito residuo più alto in assoluto, con una media di 55.122 euro.
Tuttavia, il primato della rata mensile più salata non spetta ai milanesi, ma a sorpresa ai cittadini di Sondrio. Qui, pur essendoci pochissime persone con debiti attivi (solo il 40,5% della popolazione, il dato più basso della regione), chi ha un finanziamento paga una rata media di ben 370 euro al mese. All’opposto troviamo Lodi, che è invece la provincia dove il credito è più “popolare”: quasi il 74% dei lodigiani ha un prestito o un mutuo attivo, la percentuale più alta in Lombardia.
Province “leggere” e voglie di consumo Non mancano aree dove la gestione del debito appare più sostenibile. Pavia si distingue come la provincia più “parsimoniosa” della regione: qui si registra la rata media più bassa (272 euro) e l’indebitamento totale più contenuto (31.587 euro), valori che si posizionano persino al di sotto della media nazionale.
Per quanto riguarda i motivi dell’indebitamento, oltre ai mutui, i lombardi ricorrono molto ai prestiti finalizzati (quelli chiesti direttamente in negozio per l’auto o i mobili), che rappresentano il 44,3% delle operazioni. Questa tendenza è particolarmente forte a Como (47,3%) e Varese (47,1%), dove si preferisce il finanziamento mirato all’acquisto immediato di un bene rispetto al prestito di liquidità generica.
In conclusione, la Lombardia si conferma il motore trainante del credito in Italia. Una regione che non teme l’indebitamento elevato, specialmente quando si tratta di acquistare casa, ma che mostra al suo interno dinamiche molto diverse: dalla solidità milanese alla prudenza della Valtellina, fino alla capillarità del credito nel lodigiano.
Alessio Storace