Il Credito in Calabria: piccoli passi e tanta prudenza in un’Italia che corre

Se l’Italia fosse un grande condominio, la Calabria sarebbe l’inquilino che preferisce pagare poco alla volta, evitando i grandi debiti a lungo termine. È quanto emerge dall’ultima istantanea del 2025 sul mercato del credito, che dipinge una regione molto cauta rispetto alla media nazionale.

Mentre nel resto del Paese la voglia (o la necessità) di ricorrere a prestiti riguarda oltre il 61% dei cittadini, in Calabria la percentuale si ferma al 57,8%. Ma il dato che salta più all’occhio è “quanto” si chiede alle banche: l’indebitamento medio di un calabrese è di circa 19.208 euro, una cifra quasi dimezzata rispetto ai 31.850 euro della media italiana. Anche la rata mensile è più leggera: se un italiano medio mette in conto 279 euro al mese, un calabrese se la cava con 237 euro.

Addio grandi sogni, sì ai piccoli acquisti. La vera differenza, però, sta nel “cosa” si compra. In Italia i mutui per la casa pesano per quasi un quarto del mercato; in Calabria, invece, solo poco più di una operazione su dieci (12,9%) riguarda l’acquisto dell’abitazione. I calabresi preferiscono di gran lunga i prestiti finalizzati (quelli che si fanno direttamente in negozio per l’auto, il divano o lo smartphone), che rappresentano ben il 53% delle operazioni totali.

Il viaggio tra le province: Reggio la più attiva, Catanzaro la più “indebitata” Analizzando il territorio, scopriamo che ogni provincia ha il suo carattere:

  • Reggio Calabria è la provincia dove il credito è più diffuso: qui il 62,2% della popolazione ha un finanziamento attivo, superando addirittura la media nazionale. Tuttavia, è anche la provincia con il debito medio più basso della regione (16.818 euro).
  • Catanzaro detiene invece il record regionale per l’indebitamento più alto, con una media di 21.110 euro per cittadino e una rata mensile che sfiora i 250 euro.
  • Crotone si distingue per un dato curioso: la percentuale di persone con crediti attivi (61,4%) è identica alla media nazionale italiana.
  • Cosenza e Vibo Valentia mostrano invece un profilo più defilato, con Vibo che registra la minor penetrazione del credito in regione (51,3%).

In conclusione, l’analisi ci restituisce l’immagine di una Calabria che non ama i grandi “salti nel buio”. Si preferisce dilazionare i piccoli acquisti quotidiani piuttosto che impegnarsi per decenni con un mutuo, mantenendo un profilo di indebitamento che è tra i più bassi e gestibili d’Italia.

Alessio Storace