Rinnovo contratto bancari: la sfida dei sindacati tra stress da vendite e lo “spettro” dell’Intelligenza Artificiale

Rinnovo contratto bancari
Al Via le assemblee per la piattaforma di rinnovo del ccnl del credito

“Le persone prima di tutto” è questo il titolo, programmatico e fortemente simbolico, scelto dalle sigle sindacali per la piattaforma di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) del settore del credito. Scaduto il 31 marzo 2026, il contratto dei bancari ha ottenuto una proroga fino al 31 luglio grazie a un accordo tra i sindacati e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana). L’obiettivo è garantire la continuità dei trattamenti attuali e concedere il tempo necessario per avviare i negoziati.  Il documento programmatico è già passato al vaglio delle assemblee dei lavoratori, che dovranno approvarlo entro i primi dieci giorni di luglio.  Al centro delle rivendicazioni sindacali emerge una netta priorità: bilanciare le esigenze produttive delle aziende con la tutela della salute psicofisica dei dipendenti. Il settore bancario sconta da anni un forte aumento dello stress correlato al lavoro, alimentato dal fenomeno delle pressioni commerciali per la vendita di prodotti finanziari.  Il nuovo contratto punta, quindi, a erigere argini più solidi contro queste pratiche, rimettendo al centro la dignità del lavoratore.

Il dibattito sul futuro della categoria si è acceso anche nel corso dell’ultimo congresso nazionale di Unisin. L’appuntamento, che ha segnato il passaggio di testimone al vertice del sindacato con l’elezione del nuovo Segretario Generale Luca Pinton al posto dell’uscente Emilio Contrasto, ha visto numerosi interventi esprimere preoccupazione per l’impatto che le nuove tecnologie potranno avere sulla categoria dei lavoratori bancari.

Se l’approdo a sistemi basati su un uso massiccio di Intelligenza Artificiale viene giudicato ormai inevitabile, il sindacato rifiuta l’idea di una tecnologia subita passivamente. Nella piattaforma si legge infatti:

È necessario anzitutto restituire senso e dignità al lavoro di ogni persona nell’intero ciclo di vita professionale. Il riconoscimento del significato, dello scopo e del valore relazionale del lavoro quotidiano, minacciato dalla sua mercificazione ad opera della tecnologia digitale e dell’IA, è il più potente motore di affermazione e trasformazione sociale.”

“Parlare di benessere lavorativo significa porre le donne e gli uomini che lavorano nel settore bancario come fattore decisivo per la crescita delle aziende: non solo per la produzione di utili, ma anche come occasione di redistribuzione del valore tra coloro che lo hanno prodotto, come opportunità di sviluppo personale, di acquisizione di nuove competenze, e di perseguimento di valori quali l’inclusione e la solidarietà, da sempre nel DNA del settore del credito, un tempo più legato al territorio ed ora più abbracciato all’etere.”

I rappresentanti dei lavoratori chiedono tutele chiare: una reale armonizzazione dei tempi di vita e lavoro, la garanzia della privacy, il rispetto del diritto alla disconnessione e la salvaguardia di relazioni autenticamente umane nei luoghi di produzione.

ll timore dei sindacati non riguarda solo la qualità del lavoro, ma la tenuta stessa dell’occupazione. Nell’ultimo decennio il settore ha già pagato un tributo altissimo alla transizione digitale: la diffusione dell’home banking e la dematerializzazione dei processi hanno cancellato circa 47.000 posti di lavoro. A questo si aggiunge la drastica riduzione degli sportelli sul territorio, con pesanti ripercussioni economiche e sociali a livello nazionale.

L’introduzione dell’IA rischia ora di accelerare questo trend, con un impatto sul personale ad oggi difficilmente quantificabile, sia in termini di qualità del lavoro che di ulteriori esuberi.

Per i sindacati la linea rossa è tracciata: il prossimo CCNL dovrà blindare le tutele e sancire che le persone, e non gli algoritmi, costituiscono il vero valore aggiunto delle aziende bancarie.

Enzo Parentela