Oltre gli stereotipi: maschilità, lavoro bancario e nuove culture organizzative inclusive

MEN4DEM è un progetto triennale finanziato da Horizon Europe, avviato il 1° gennaio 2025, che coinvolge sei partner accademici e due organizzazioni del settore delle arti e dell’associazionismo provenienti da sei Paesi europei: Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.

Ho partecipato il 19 maggio, all’incontro “MAN UP! Maschilità nei contesti lavorativi: nuovi modelli per organizzazioni più inclusive”, promosso nell’ambito del progetto europeo MEN4DEM, su invito della Dottoressa Vera Lomazzi, professoressa associata di Sociologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università degli Studi di Bergamo.

È stato un momento particolarmente interessante e stimolante, non solo per la qualità degli interventi, ma soprattutto per l’approccio concreto e multidisciplinare con cui è stato affrontato un tema che, a mio parere, è ancora troppo poco discusso nei luoghi di lavoro e, talvolta, anche nelle organizzazioni sindacali.

Quando si parla di pari opportunità, inclusione e contrasto alle discriminazioni, l’attenzione si concentra spesso – giustamente – sulle condizioni delle donne. Più raramente, invece, ci si interroga sui modelli culturali di maschilità che continuano a influenzare relazioni, comportamenti, linguaggi e dinamiche organizzative.

Eppure, questo tema riguarda tutti.

Le aspettative sociali associate al “dover essere uomini” incidono profondamente anche sul mondo del lavoro: influenzano gli stili di leadership, il rapporto con il potere, la gestione dei conflitti, il modo di vivere la competizione, ma anche la difficoltà ad esprimere fragilità o bisogni di conciliazione tra vita e lavoro.

È stato un pomeriggio di riflessione particolarmente significativo perché, nel settore bancario e finanziario – caratterizzato da forti pressioni organizzative, cambiamenti continui e crescente complessità relazionale – questi temi assumono un valore ancora più rilevante.

Esperienze concrete, testimonianze, percorsi educativi e modalità differenti di interpretare il cambiamento culturale hanno contribuito a far emergere con forza un’idea centrale: costruire ambienti di lavoro più inclusivi non significa semplicemente “aggiungere tutele”, ma ripensare complessivamente la qualità delle relazioni organizzative.

Un passaggio particolarmente importante ha riguardato il coinvolgimento degli uomini nei percorsi di cambiamento, un tema sul quale UNISIN è impegnata da tempo.

Il sindacato può e deve svolgere un ruolo fondamentale in questa trasformazione, a partire innanzitutto da quella interna.

Significa promuovere formazione, creare spazi di confronto, valorizzare linguaggi rispettosi, sostenere modelli organizzativi più attenti al benessere relazionale e favorire una cultura del lavoro capace di coniugare diritti, dignità della persona e qualità delle relazioni.

Iniziative come questa dimostrano ancora una volta quanto sia importante costruire alleanze tra università, mondo del lavoro, associazionismo e organizzazioni sindacali.

Perché parlare di maschilità oggi non significa contrapporre uomini e donne, ma contribuire a costruire contesti lavorativi più umani, più equilibrati e realmente inclusivi.

E forse è proprio questa una delle sfide culturali più importanti del nostro tempo. E anche una delle sfide che UNISIN/CONFSAL è chiamata ad affrontare con responsabilità, consapevolezza e visione.

Daniela Foschetti
Coordinamento Donne & Pari Opportunità
UNISIN/CONFSAL